Qualità costruttiva a garanzia della qualità della vita
Qualità costruttiva a garanzia della qualità della vita
Costituito gruppo di lavoro per la realizzazione di un seminario sulla qualità dei materiali da costruzione.
L'aria che respiriamo all'interno delle nostre abitazioni è aria proveniente dall'esterno entrando dalle finestre, attraverso le infiltrazioni o attraverso le pareti: l'aria esterna si miscela con le sostanze che vengono prodotte all'interno, ove vengono trattenute e respirate.
Possiamo suddividere gli inquinanti in due macro gruppi: quelli di origine chimica, o di nuova individuazione, come quelli di tipo radioattivo e quelli di origine biologica.
Il risultato è che una miscela di vecchi e nuovi contaminanti sono rilevati all'interno degli edifici e che questa miscela viene diluita in modo meno efficace che in passato per l'aumento delle misure per il contenimento dei consumi energetici degli edifici, che ha portato complessivamente a diminuire la ventilazione per ridurre la dispersione di calore. Se a questo aggiungiamo che nella maggioranza delle case è presente un condizionatore ( che di fatto ricircola sempre la stessa aria) la situazione peggiora ulteriormente
Si aggiungono poi altri tre fattori: un generale peggioramento delle condizioni del contesto, una minore attenzione dei progettisti nei confronti dei tradizionali problemi di igiene edilizia e, frequentemente, diverse abitudini di vita della popolazione, che tende a trascurare le normali operazioni di pulizia e che, contemporaneamente, fa uso di prodotti di largo consumo che aumentano il carico inquinante (per esempio deodoranti per l'ambiente, insetticidi, ecc.).
I danni alla salute causati dall'esposizione ad agenti inquinanti interni vanno dalle sensazioni di malessere, all'acuirsi dei fenomeni allergici, fino a diverse forme tumorali.
Gli inquinanti di origine interna sono ascrivibili:
- alla presenza di persone, animali, piante;
- alle attività che si svolgono negli ambienti;
- agli impianti di condizionamento;
- ai materiali per la costruzione;
- ai materiali e prodotti per le finiture;
- ai materiali di arredo e corredo;
- ai prodotti di largo consumo.
Molte sostanze nocive derivano dai prodotti per la manutenzione e la pulizia delle varie parti della casa (essenzialmente composti organici volatili).
Tutti gli altri inquinanti infine dipendono propriamente dalle strutture e dai materiali della costruzione.
Un'altra classificazione si può avere considerando edifici vecchi ed edifici nuovi: nei primi i fattori di rischio riguardano il degrado dei materiali (polveri e fibre) e la presenza di umidità; nei nuovi o appena rinnovati i problemi nascono dall'uso di prodotti di finitura che non hanno ancora completato l'emissione di sostanze chimiche inquinanti (vernici, pitture, adesivi, mobili nuovi) e, molto frequentemente, da una eccessiva sigillatura e un isolamento termico insufficiente.
Progettare tenendo presente la qualità dell'aria interna non è però sufficiente, è necessario riferirsi a discorsi più ampi: la salubrità di una costruzione dipende da una serie di scelte, quali l'orientamento, la localizzazione, le tecniche costruttive, la tipologia edilizia, l'organizzazione funzionale degli spazi in relazione alle attività ma soprattutto dalla qualità dei materiali utilizzati.
La prevenzione del rischio di inquinamento interno costituisce una precisa responsabilità del progettista il quale, aldilà dei comportamenti più o meno a rischio adottati dagli occupanti, deve perseguire come uno degli obiettivi di progetto il raggiungimento di una buona qualità della vita all'interno dell'unità abitativa questi obiettivi devono integrarsi con i principi dell'architettura sostenibile.
Non è possibile infatti perseguire l'obiettivo della qualità dell'aria interna senza considerare i rapporti materici che si instaurano tra la costruzione e l'ambiente, circostante e globale. E' necessario quindi integrare nello studio dei materiali da costruzione i requisiti ambientali e trasformare tali requisiti in testi normativi.
I materiali e i prodotti utilizzati in edilizia possono emettere composti altamente tossici (carcinogenici o allergeni), composti che possono causare sintomi generali, composti irritanti, composti che causano una inaccettabile qualità dell'aria (odori sgradevoli) e composti con sconosciute proprietà tossiche.
La grande diffusione, avvenuta in modo incontrollato negli ultimi cinquanta anni dell'industria chimica nel settore edilizio, ha portato a un uso generalizzato di materiali sintetici per gli arredi, le tappezzerie, le pavimentazioni e i componenti degli edifici.
Tali materiali emettono nell'aria degli edifici sostanze chimiche che possono avere effetti rilevanti sulla salute delle persone o sul livello di comfort.
L'emissione di Composti Organici Volatili (VOCs) è più alta all'inizio della vita del prodotto e tende a diminuire notevolmente in tempi abbastanza brevi (da una settimana per i prodotti umidi, come vernici e adesivi, a sei mesi per altri composti chimici).
Fa eccezione la formaldeide, che tende a presentare rilasci relativamente costanti per molti anni.
La concentrazione è funzione del rapporto tra superficie emittente e volume dell'ambiente e dei ricambi orari; la pericolosità è in funzione dei tipi di sostanza, delle sinergie con altre sostanze presenti nell'ambiente, della concentrazione e del tempo di esposizione.
La crescita di colonie di microrganismi dipende dal tipo di prodotto (naturale o sintetico) dalla percentuale di umidità contenuta, dalla qualità della superficie (porosità), dalle condizioni d'uso (attività svolte, presenza di altri prodotti), dalle condizioni microclimatiche.
I prodotti di origine naturale non trattati in superficie, come per esempio il legno massello o le fibre tessili vegetali o animali tendono a predisporre un ottimo habitat per la crescita di colonie di microrganismi.
Gli studi più recenti sulla presenza di radon e dei suoi prodotti da decadimento negli ambienti confinati affermano che la responsabilità di tale presenza è attribuibile in gran parte al suolo e alle acque, mentre i materiali da costruzione partecipano alla dose per una piccola percentuale, tranne nei casi in cui gli edifici siano costruiti con materiali di origine vulcanica (tufo).
Anche in questo caso è importante valutare la quantità di superficie esposta potenzialmente pericolosa in relazione alla cubatura e ai volumi di ventilazione.
Queste sono solo alcune delle problematiche che influenzano la qualità della vita all'interno delle nostre case e nei luoghi di lavoro. La conoscenza delle problematiche e soprattutto delle normative esistenti per ridurre al minimo i rischi per la salute è fondamentale così com'è fondamentale la qualità dei prodotti che vengono utilizzati nelle costruzioni. A questo scopo la sezione Materiali da Costruzione di Confindustria Taranto ha predisposto un gruppo di lavoro per la realizzazione di una serie di seminari dedicati proprio alla qualità dei prodotti da costruzione ed alle principali normative di riferimento.

