Finalmente approvato il PRAE
Finalmente approvato il PRAE
Presentato per l'approvazione definitiva il Piano per le Attivitą Estrattive della Regione Puglia
La Giunta Regionale nella seduta del 15 Maggio 2007 ha definitivamente approvato il PRAE (Piano Regionale Attività Estrattive). Benché la cartografia allegata al Piano non corrisponda alla reale situazione di gran parte dei bacini estrattivi a causa di evidenti errori di sovrapposizione, siamo stati rassicurati sia dal Dirigente di Settore, ing. Francesco Sciannameo che dall'Assessore Losappio che sarà immediatamente aperto un tavolo di lavoro per rimediare ad ogni singolo errore. In questo particolare momento di transizione è importante tenere in considerazione alcuni importanti aspetti che riguardano adempimenti da effettuare nei primi mesi dopo l'approvazione:
1. L'art. 23 delle Norme transitorie obbliga gli operatori, che hanno cave in esercizio ricadenti al di fuori e/o all'interno delle perimetrazione dei Bacini, che hanno inoltrato, alla data di entrata in vigore del P.R.A.E., una domanda di prosecuzione dell'attività ex art. 35 della L.R. n° 37/1985 e che non hanno ottenuto l'atto formale di autorizzazione, fatti salvi i procedimenti di cui al successivo comma 3),sono autorizzati a proseguire l'attività estrattiva per 180 giorni a far data dalla pubblicazione sul BURP del piano approvato, previa presentazione di fideiussione, prestata da primario istituto nazionale, di valore corrispondente al costo del recupero fissato in questa sede pari a € 20.000,00 (ventimila/00) per ettaro, con durata iniziale sino al 31 dicembre 2008 e prorogabile tacitamente sino alla dichiarazione regionale di svincolo per avvenuto recupero. . Per l'attività estrattiva, come innanzi autorizzata, la prosecuzione dell'attività oltre il suddetto periodo di tempo, è subordinata alla richiesta di proroga ai sensi dell'art. 14 della l.r. 37/85 e con le procedure di cui al precedente art. 22.; La suddetta fideiussione va presentata entro il termine perentorio di giorni 60 (sessanta) dalla data di pubblicazione della Deliberazione di G.R. di approvazione del PRAE sul BURP; decorso il suddetto termine l'attività estrattiva è sospesa a tutti gli effetti di legge.
2. La proroga dell'autorizzazione va richiesta prima della sua scadenza (almeno 90 gg prima), in caso contrario l'autorizzazione si ritiene scaduta a tutti gli effetti di legge. Inoltre per le richieste di proroga va acclusa una dichiarazione (ai sensi del DPR n. 445/2000) con cui si attesti che l'area oggetto di proroga non ricada in aree naturali protette o in siti SIC o ZPS. Per le richieste di proroga già presentate, ove non s'invii, nel termine di 90gg dalla data di pubblicazione della presente, la suddetta dichiarazione l'Ufficio Minerario provvederà ad emanare provvedimento di sospensione dei lavori. E' importante quindi integrare le domande già presentate con tale dichiarazione.
3. Sino all'approvazione dei Piani di Bacino la presentazione di istanze per l'apertura di Nuove cave è sospesa; tuttavia sarà possibile richiedere l'ampliamento della cava esistente per una sola volta per una superficie pari al 50% di quella già autorizzata.
4. Le istanze presentate prima dell'approvazione del PRAE proseguono l'istruttoria secondo la vecchia procedura (L.R.37) ma i piani di coltivazione devono essere conformi a quanto stabilito nel PRAE. Entro un anno dall'entrata in vigore del Piano tutti i progetti di coltivazione (anche quelli in essere ) devono essere uniformati alle Norme del PRAE.
5. Entro sei mesi dalla data di approvazione tutte le cave in esercizio dovranno presentare al Settore Attività Estrattive una relazione relativa alla viabilità all'interno della cava con indicazione delle caratteristiche delle strade di servizio.
6. Entro un anno dalla data di approvazione i Consorzi degli operatori dovranno presentare i Piani di Bacino.
Considerata la complessità dell'argomento, invito tutti gli operatori del settore a rivolgersi a professionisti competenti in materia per assolvere tutte le prescrizioni indicate nel testo del PRAE.
Il PRAE rappresenta uno strumento di programmazione indispensabile per proseguire l'attività estrattiva ed è nato da un lungo lavoro svolto tra Confindustria ed il Governo regionale; la sua adozione definitiva avrà ripercussioni notevoli sul settore e sicuramente sarà oggetto di numerosi ricorsi ma rappresenta un punto di partenza necessario per garantire un'attività imprenditoriale di livello pimario per l'intera Regione. L'unico punto rimasto ancora "sul tavolo" riguarda la definizione dei bacini estrattivi che, come accennato in precedenza, non soddisfano assolutamente alcun criterio giacimentologico ma sono solo frutto di una serie di errori di posizionamento e di delimitazione che, di fatto, li rendono solo indicativi. Proprio per questo motivo è ancora necessario un lungo lavoro da svolgere sia a livello regionale dalla nostra Associazione ma soprattutto all'interno dei Consorzi degli operatori che, in fase di redazione dei Piani di Bacino dovranno chiaramente definire e correggere tutti gli errori.

