Distretto Lapideo Pugliese
Distretto Lapideo Pugliese
Ben 110 Aziende e 17 Enti pubblici hanno aderito al Nucleo Promotore
La mancanza strumenti di pianificazione è da considerarsi una delle principali cause strutturali dell'attuale crisi di crescita e di competitività del Settore lapideo Pugliese. E' ormai evidente che lo sviluppo della competitività scientifica, tecnologica ed ecosostenibile richieda interventi a livello regionale ma anche nazionale ed europeo e che tali livelli debbano essere tra loro fortemente integrati.
Il processo di crescita, seguendo la filosofia del Distretto, parte dalle aziende ma, nel caso specifico di un'attività così impattante, si scontra con problematiche ambientali che assumono subito risonanza sociale: sono proprio questi gli spunti che hanno portato aziende, centri di ricerca pubblici e privati, organizzazioni sindacali ed amministrazioni locali alla stesura di un programma che, accanto ad un articolato piano di rilancio commerciale dei prodotti lapidei pugliesi, prevede un percorso che va dall'ammodernamento delle tecniche e dei cicli produttivi passando per il miglioramento degli ambienti di lavoro e della sicurezza. Ma il programma non si ferma a questo; prosegue sulla base di una profonda analisi dell'intero Settore proponendo soluzioni per lo sviluppo futuro e, soprattutto per il recupero ambientale ed urbanistico delle aree profondamente compromesse dall'attività estrattiva svolta negli ultimi 50 anni. In particolare gli studi previsti dal programma consentiranno di spostare la questione dell'impatto e del possibile recupero delle cave da un aspetto di semplice recupero localizzato ad uno di progettazione territoriale in cui, tali aree, possono contribuire attivamente ad un nuovo processo evolutivo dell'ambiente nonché ad un nuovo sviluppo delle aree insediative e ad una gestione integrata del territorio
Il Protocollo, accogliendo positivamente le intenzioni di tutti i soggetti interessati si propone di contribuire alla definizione di programmi regionali di ricerca e innovazione, condivisi con le parti sociali, che definiscano priorità, risorse, modalità e parametri di verifica delle ricadute in termini di prodotti, di occupazione e di impatto ambientale. Si sosterrà, inoltre, lo sviluppo delle competenze professionali necessarie per l'avvio e la stabilizzazione dei processi di innovazione e di forme di partenariato tra università, centri di ricerca e imprese, per favorire processi di trasferimento tecnologico a sostegno delle PMI integrate nel Distretto

